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sábado, 21 de septiembre de 2019

Los Beatles, cultores del satanismo

the beatles
di Jeff Godwin 1


I Beatles furono il primo gruppo rock ad utilizzare le cover dei dischi non solo come un mezzo per attirare l'attenzione degli acquirenti, ma soprattutto per trasmettere in maniera visiva la loro filosofia e il loro stile di vita. La copertina di Sergeant Pepper's Lonely Heart Club Band (Parlophone 1967) rappresenta alla perfezione questo nuovo concetto di reclamizzare la propria immagine. Ogni tentativo di spiegare questa novità non può nemmeno lontanamente descrivere l'impatto che questo tipo di comunicazione ha avuto sul mondo della pubblicità e su quello dell'industria discografica. Come in ogni altro progetto di questa natura, ispirato dall'inferno, c'è più di quanto l'occhio possa vedere. Dietro la facciata sgargiante e psichedelica dell'album, c'è tutta una serie di «indizi» subliminali che sono apparsi anche sugli altri album che i Beatles hanno pubblicato fino al loro scioglimento avvenuto nel 1970. Alla fine degli anni Sessanta, il disc jockey di una stazione radiofonica sparse la voce secondo cui il bassista Paul McCartney era morto, ucciso in un incidente automobilistico



in Inghilterra. Si diffuse la diceria che il McCartney che appariva sulle fotografie fosse un sosia. Anche se negò fermamente qualsiasi partecipazione attiva in questa beffa crudele ai danni di milioni di adolescenti in tutto il mondo, il leader dei Beatles John Lennon non riuscì mai a fornire chiarimenti plausibili su come questa frottola fosse cominciata. Egli diceva di non aveva idea del perché ogni copertina dei Beatles contenesse un nuovo indizio sulla «morte» di Paul. In realtà, tutta la faccenda porta il marchio del senso dell'umorismo cinico e sarcastico di Lennon. Tra Lennon e McCartney c'è sempre stata una forte rivalità paul is deadmusicale: l'arguto sarcasmo sociale di Lennon contro le canzoni melodiche e sdolcinate di Paul. Infatti, John Lennon odiava così tanto il suo status di semidio dovuto alla popolarità e al successo, da distruggere questa sua immagine fenomenale e innocente nei primi anni Settanta attraverso una lunga serie di bed-in, di «bagismo» e di «proteste in favore della pace». Inoltre, egli è sempre stato un «subliminal media man», che inseriva i suoi «indizi» e i suoi «trucchi» vocali quasi impercettibili in numerose canzoni per prendersi gioco dei critici e dei fans! Lennon stesso ha affermato: «Intendo dire che ci siamo fatti qualche risata inserendo questo, quello o quest'altro in un modo divertente. Alcuni intellettuali hanno interpretato questo atteggiamento come se si trattasse unicamente del modo di percepire le cose di una generazione giovanile simbolica, ma noi abbiamo preso sul serio alcune parti di questo ruolo» 2. Ecco le ragioni di quello che è potuto divenire uno scherzo crudele, favorito da un pubblico ingenuo e adorante, messo in atto da un gruppo il cui successo mondiale stava tramontando dopo quasi cinque anni ininterrotti di popolarità. A partire dal 1968, Lennon iniziò ad odiare la sua notorietà e il suo falso status sociale, e iniziò a provare un'intensa antipatia per la dimensione unica di Paul McCartney, che serviva a perpetuare il mito dei Beatles 3. Cosa - dal punto di vista di Lennon - poteva esserci di meglio dell'«uccisione» simbolica di Paul, che avrebbe simultaneamente sepolto i Beatles e rastrellato milioni di dollari da fans affranti? Se tale piano è esistito, si può dire che è riuscito alla perfezione. Poiché stavano iniziando a scivolare dal piedistallo della popolarità globale, la diceria della «morte» di Paul conferì agli ex ragazzini di Liverpool uno sprone indispensabile. I fans si lanciarono sui negozi di dischi per poter acquistare l'ultimo album dei Beatles; i giornalisti, in tutte le più famose riviste musicali e anche nella stampa normale, scrissero pagine e pagine sulla farsa che stava frodando migliaia di adolescenti addolorati. Ancora una volta i Beatles erano sulla cresta dell'onda. Nell'indagare sulla vita di John Lennon, ho trovato numerose e grosse discordanze tra quello che diceva e insegnava in pubblico e quello che leggeva e pensava in privato.



Il misticismo metafisico pagano era la sua particolare ossessione privata. Alcune diavolerie occulte come la Numerologia, i Tarocchi, la Meditazione Trascendentale, lo spiritismo e la divinazione dominarono ogni sua ora di veglia. Tutto il suo tempo, quotidiano, mensile e annuale, era regolato da superstizioni pagane. Yoko Ono contribuì in maniera strumentale allo sviluppo di questo fascino interiore per l'occulto, sebbene la responsabilità finale sia da attribuire unicamente a Lennon. Dopo qualche tentennamento iniziale, egli si immerse precipitosamente nella ricerca della sperimentazione psichica all'interno del piano astrale. Non dimentichiamo che per molti anni, l'ex beatle fece consumo dell'LSD più potente sul mercato. Ma nell'ultima parte della sua vita il palato Lennon per gli allucinogeni era più che pronto per un'altra enorme (e alla fine fatale) dose di dottrina demoniaca. Ciò nonostante, il John Lennon pubblico era totalmente un'altra cosa: pace, amore, moglie, famiglia ed energica fede nella fratellanza universale dell'uomo, il quale siede comodamente nelle mani di un generoso Creatore. Questo era l'immagine di John Lennon che il mondo ha percepito attraverso i media, il tutto condito con una sfumatura e un tocco di stravaganza sul modello del comico Harpo Marx (1888-1964). Tuttavia, Lennon pagò un prezzo molto alto per il suo status di divo mondiale. Egli fu ferito a morte l'8 dicembre 1980, di fronte alla suo lussuoso appartamento situato nel sontuoso Palazzo Dakota, per mano di un ex fan dei Beatles mentalmente disturbato di nome Mark David Chapman.



lennon firma un autografo a chapman

mark david chapman

A sinistra: John Lennon firma un autografo al suo fan-carnefice Mark David Chapman il 7 dicembre 1980, il giorno prima del suo assassinio. A destra: Mark David Chapman in carcere.



In una valutazione psichiatrica di Chapman che apparve sul numero di ottobre della rivista Rolling Stone, lo psichiatria Daniel Schwartz e lo scrittore Murray Kempton hanno riportato questi commenti rivelatori:



«(Chapman) mi ha detto che può sentire la presenza dei demoni di Satana intorno a lui [...]. "Posso sentire i loro pensieri. Sento i loro pensieri. Posso sentirli parlare, non dal di fuori, ma dall'interno"» 4. «(Chapman) mi ha anche confidato che sono stati i demoni di Satana che gli hanno dato la forza e l'opportunità di compiere quel gesto» (l'omicidio di Lennon) 5.



La polizia descrisse il grassoccio assassino venticinquenne durante il suo arresto come se fosse ipnotizzato. Non vi sembra tutto troppo ovvio? La causa remota della morte orribile di John Lennon è abbastanza chiara, mi sembra. Come lui stesso aveva ammesso, nel corso della sua gioventù Lennon era un violento, un antisociale, un ladro di strada e un teppista con gravi disturbi di carattere emotivo e grossi squilibri. Questi problemi furono in parte causati dall'abbandono del padre Freddie e dalla morte accidentale della madre Julia quando John era ancora un adolescente. Lennon camminava per le strade di Liverpool con i capelli impomatati alla Elvis e con un giubbotto di cuoio nero, imprecando contro i passanti e vomitando commenti brutali e sarcastici contro gli storpi e gli invalidi costretti sulle sedie a rotelle.



Egli maltrattò le sue ragazze, trangugiò pillole e bevve liquore fino a sbronzarsi; e tutto questo prima di aver compiuto i vent'anni! Quando la carriera dei Beatles salì alle stelle, Lennon poté abbandonarsi alla depravazione e agli appetiti più egoisti. Orge, prostitute, marijuana, LSD, cocaina, eroina e meditazione trascendentale. john lennon e yoko onoNel volgere di breve tempo, Lennon fece dell'autodistruzione una modo di essere «in». Più tardi, il suo lucido agnosticismo gli permise di pronunciare discorsi filocomunisti, interviste e canzoni, e più velatamente di manifestare il proprio disprezzo per ogni forma di patriottismo e per la fede cristiana. A questo punto della sua vita - approssimativamente nel 1969 - John Lennon era già divenuto un vile e disgustoso strumento di Satana. All'inizio degli anni Settanta, Lennon e sua moglie Yoko Ono ebbero un bambino, Sean. Sull'ex beatle calarono i riflettori e per cinque anni non produsse alcun disco. Nel 1980, lui e la Ono produssero in collaborazione Double Fantasy (Geffen Records), un album che decanta con devozione appassionata la moglie e la famiglia. Poi i demoni spinsero Mark David Chapman ad assassinare John Lennon, che morì orrendamente e in modo patetico. La sua esistenza fenomenale fu annullata in un attimo. Lo stile di vita depravato che Lennon aveva coltivato in gioventù si ritorse contro di lui. I demoni con cui aveva flirtato per molti anni si rivoltarono contro di lui e lo fecero a pezzi quando tentò di sfuggirgli. Questo è il modo in cui Satana tratta i suoi discepoli. Semplicemente il diavolo non permise che ciò accadesse! Lennon non era più utile come schiavo del diavolo, e cessò di esistere. Sebbene Lennon abbia spesso parlato di Gesù Cristo paragonandolo ad un grande filosofo, non si ha notizia che egli si sia mai avvicinato alla religione. I frutti della sua vita, sebbene onorassero gli standard del mondo, non erano certo quelli di un buon cristiano. La vita di quest'uomo penoso dovrebbe essere una lezione per tutti noi. Solo recentemente, alcuni squarci di quell'oscuro periodo di semi-ritiro che ha preceduto la sua morte, avvenuta nel 1980, hanno iniziato ad affiorare, e il ritratto che dipingono certo dei più edificanti. Nell'opera Dakota Days, scritta da John Green, Lennon viene descritto com'era al naturale, lontano dai riflettori. Green era il lettore personale dei Tarocchi di Yoko e John. Specialmente Yoko ricorreva quotidianamente ai suoi apprezzati consigli per ogni questione, banale o importante, della sua vita.



Per anni, Green è stato alle dipendenze dei Lennon, dormendo al loro seguito in una cuccetta situata nella suite del Dakota per essere prontamente disponibile in ogni orario per un consulto divinatorio. Yoko si rifiutava di prendere la più piccola decisione senza prima aver «chiesto alle carte». Inizialmente Lennon era più scettico, ma dopo avere constatato l'abilità di Green e i successi ottenuti nelle previsioni, abbracciò anch'egli la divinazione. La pratica moderna dei Tarocchi deve tantissimo al mago nero inglese Aleister Crowley (1875-1947), un personaggio inquietante il cui nome spunta in continuazione quando si parla dei rapporti tra rock e satanismo. Crowley spese gran parte della sua vita indagando e redefinendo gli antichi Tarocchi.



double fantasy

dakota days

aleister crowley

Da sinistra: la cover dell'album Double Fantasy, il libro Dakota Days di John Green e il Mago Nero Aleister Crowley, padre del satanismo moderno.



Nelle pagine di Dakota Days si legge di un viaggio di Green e Yoko in Sud America per consultare una bruja (una strega). Yoko diede alla bruja 60.000 dollari in cambio di un intero set di incantesimi riguardanti la carriera e la salute. Alla fine del loro viaggio, la strega sacrificò una colomba su di un altare e chiese a Yoko di firmare col sangue una sorta di patto satanico. Terrificata, la moglie di Lennon implorò Green di compiere quel gesto al suo posto; e così, Green firmò con il nome di Yoko. Secondo John Green, il quadretto romantico di John Lennon «marito e padre di famiglia», ripresentato con insistenza dai media, era fondamentalmente falso. Sebbene inizialmente si sia preso cura del piccolo Sean, Lennon si stancò rapidamente della routine e scaricò le proprie responsabilità. Green riporta che l'ex beatle diede un calcio al bambino in un momento di rabbia, e di aver spesso sottoposto la moglie alle crudeltà più incredibili e ad umiliazioni pubbliche, servendosi della sua intelligenza, della sua «acida arguzia» e della sua lingua sarcastica per offenderla.



La vera ragione del suo ritiro a vita privata fu l'incapacità di scrivere nuove canzoni e l'impossibilità di porre un rimedio a questo problema. Per sua stessa ammissione, Lennon era diventato una creatura umana incredibilmente complessa che aveva raggiunto una posizione in cui pochi uomini erano giunti, per tutti gli anni Sessanta. Lennon fu adorato come una divinità. Dall'inizio degli anni Settanta fino alla sua morte, egli fu rispettato come il più saggio dei filosofi, meglio di quanto potesse offrire la stessa Bibbia. Ciò avvenne in un momento storico in cui il nostro mondo era come affamato di saggezza. John Lennon realmente era un saggio? Gli uomini veramente saggi non permettono che ogni aspetto della loro vita sia regolato e dominato da un misero numero, come invece accadde a Lennon! Volete alcuni esempi? Eccoli. Per l'ex beatle, ilnumero nove e numerologia numero 9 possedeva un significato incredibilmente potente e mistico sugli eventi futuri. Lennon nacque il 9 ottobre 1940. Anche suo figlio Sean è nato il 9 ottobre. Dopo la sua nascita in un'Inghilterra lacerata dalla guerra, il piccolo John e sua madre Julia si trasferirono in un'abitazione situata al nº 9 di Newcastle Road. I Beatles iniziarono la loro corsa alla celebrità mondiale iniziando a suonare a Liverpool al Cavern Club, nel 1961. 9 anni dopo, nel 1970, essi si divisero. Lennon sposò Yoko Ono nel 1969. L'aveva incontrata il 9 novembre 1966. Essi si trasferirono dall'Inghilterra a New York nel 1971. John visse in quella città per 9 anni, fino alla sua morte nel 1980. L'ultimo album dei Beatles - Abbey Road (EMI) - venne registrato nel 1969. Sopra il suo letto nella suite al Dakota, Lennon aveva appeso al muro un numero 9. Nel 1969, egli cambiò ufficialmente il suo nome da John Winston Lennon in John Ono Lennon. Yoko l'aveva spinto a compiere questo passo in modo che il significato numerologico delle lettere del suo nome divenisse il 9. Egli si vantava spesso del fatto che tra lui e Yoko Ono ci fossero 9 anni di differenza d'età. Lennon disse di aver avvistato un UFO mentre si trovava sul tetto del Dakota alle 9 del mattino. John e il lettore personale di Tarocchi di Yoko celebrarono una cerimonia nuziale pagana nel 1975 per commemorare il loro 6º anniversario di matrimonio. Essi insistettero sul fatto che la cerimonia doveva iniziare alle 9 di sera. John Lennon scrisse molte canzoni incentrate sul numero 9, come One After 909, #9 Dream e la famosa Revolution 9. Contenuto nel White Album, questo brano di otto minuti e quindici secondi è composto da rumori elettronici mescolati a frammenti confusi di dialogo parlato e musica campionati dalla radio inglese, il tutto messo insieme da una voce che con accento britannico ripete più volte la stessa frase: «Number 9, number 9, number 9....» («Numero 9, numero 9, numero 9...»). Se questa sezione viene rovesciata è possibile sentire un'altra frase: «Turn me on dead man, turn me on dead man, turn me on dead man» («Eccitami uomo morto, eccitami uomo morto, eccitami uomo morto...»). Fu ascoltando questa frase che un dj - basandosi anche su altri indizi - mise in giro la voce secondo cui «Paul è morto». Da dove proveniva questa enigmatica voce?



Si trattava di una frase ripetuta da un ingegnere del suono nello studio in cui Revolution 9 venne registrata, ossia l'Abbey Road Studio #9! Tutto questo potrebbe essere avvenuto per pura coincidenza o potrebbe trattarsi di un ennesimo esempio della follia di John Lennon, se non fosse per Charles Manson. Il guru dotato di grande magnetismo, capo sètta californiana detta The Family, diceva spesso ai suoi adepti di aver captato «voci segrete» provenire dal White Album che gli dicevano di fare a pezzi l'attrice Sharon Tate (1943-1969) e i suoi amici. La carneficina ebbe luogo il 9 agosto 1969! La gente pensò che Charles Manson fosse semplicemente uno psicopatico tossicodipendente quando disse di sentire voci giungere da quel disco. Non sapevano che quell'album contiene realmente dei messaggi! Manson era un ammiratore così sfegatato dei Beatles da tracciare dei paralleli tra la Bibbia e il potere dei suoi déi: i Beatles.



Egli leggeva e citava spesso ai suoi seguaci un passo preso dal Libro dell'Apocalisse. Eccolo: «Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d'oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli, come capelli di donne, ma i loro denti erano come quelli dei leoni. Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all'assalto» (Ap 9, 7-9). Egli diceva che le facce di uomini con capelli di donne erano ovvi riferimenti ai Beatles, e che le corazze di ferro e il rombo delle ali erano le chitarre elettriche che portavano sui loro toraci, col rumore della loro musica che urlava come carri lanciati in battaglia.



the white album

charlie manson

sharon tate

Da sinistra: la cover del White Album, Charles Manson e l'attrice Sharon Tate.



Un demente? É probabile. Una persona sotto un'influenza demoniaca? Indubbiamente. Una coincidenza? Stento a crederlo. C'è solo uno domanda cui non è mai stata data una risposta soddisfacente: com'è possibile o anche solo concepibile che Revolution 9 di John Lennon, scritta e registrata in un altro continente, abbia parlato alla mente contorta di un pazzo che era convinto che quel brano fosse una profezia adempiuta nei Beatles? Revolution 9, Revolution 9... Credo che in questa faccenda ci sia di mezzo la mano di Satana.



Nella Numerologia, il numero 9 è il numero finale, la fine della linea, per così dire, l'ultimo numero di conteggio più alto prima di ricominciare nuovamente con gli altri numeri. È anche il 6 rovesciato, e il numero 6 rappresenta l'uomo. La tragica fine e la raccapricciante ironia tra la vita sciupata di John Lennon e il suo fascino occulto per il numero 9 si realizzò l'8 dicembre 1980, quando venne ucciso a colpi di pistola a New York da Mark David Chapman. In Inghilterra, la patria di John, era già il 9 dicembre! Ecco una rassegna degli indizi, album dopo album, connessi alla diceria secondo cui Paul McCartney era morto.

Sulla cover dell'LP Sergeant Pepper's Lonely Heart Club Band Paul non è in linea con gli altri beatles e uno dei personaggi famosi alle sue spalle tiene la mano aperta sulla sua testa, la Mano della Morte.

cover sergeant pepper's lonely heart club band

cover sergeant pepper's lonely heart club band



Da notare che il tipo calvo in alto, il secondo da sinistra, è il Mago Nero Aleister Crowley! Parlando di questa cover, Ringo Starr ebbe a dire: «Abbiamo pensato di raggruppare le persone che ci piacciono e ammiriamo» 6. Sul retro della stessa copertina, al contrario degli altri beatles, McCartney dà la schiena alla macchina fotografica.



retro di sergeant pepper's lonely heart club band  inside sergeant pepper's lonely heart club band



In una fotografia stampata all'interno della cover appaiono i Fab Four; McCartney ha una toppa cucita sul braccio sinistro della sgargiante uniforme in cui appare la sigla OPD, che in inglese starebbe per Officially Pronounced Dead («Dichiarato Ufficialmente Morto»).


opd officially pronounced dead
opd officially pronounced dead

In Magical Mystery Tour (Parlophone 1967): sulla copertina di questo album tutti i quattro beatle indossano una strana maschera per Halloween. Paul porta quella di un tricheco, simbolo della morte nella cultura russa.





Sulla retro della stessa copertina, tutti i membri del gruppo indossano uno smoking bianco. Tutti hanno un garofano rosso all'occhiello, tranne McCartney che ne ha uno nero.



magical mystery tour back

Nel White Album, gli indizi sono nei testi, e precisamente in tre canzoni di John Lennon: Glass Onion, Revolution #9 e I'm So Tired. Glass Onion contiene queste parole: «Here's another clue for you all/ The walrus was Paul» («Ecco un altro indizio per tutti voi/ Il tricheco era Paul»). Revolution #9" contiene una voce misteriosa e disincarnata che ripete al contrario la frase «Turn me on dead man» («Eccitami uomo morto»). Se ascoltata a rovescio, una frase incomprensibile alla fine di I'm So Tired dice: «Paul is a dead man. Miss him, miss him»  («Paul è un uomo morto. Ci manca, ci manca»).

Abbey Road: sulla cover di questo LP, i Beatles se ne vanno a zonzo per un quartiere inglese attraversando un passaggio pedonale. John Lennon è vestito completamente in bianco; Paul, che indossa un abito scuro, non è al passo con gli altri beatles. Inoltre, egli è a piedi nudi (il simbolo del cadavere nella mitologia induista). Sulla targa di una Wolkswagen parcheggiata nella strada è scritto 28IF, che vorrebbe dire che se McCartney fosse stato ancora vivo avrebbe avuto ventotto anni.

abbey road cover

abbey road cover



In questo modo è iniziata l'era del concept (o communication) album. Da una serie di bravate pubblicitarie inscenate dal gruppo più famoso gruppo del mondo - i Beatles - tutta una nuova generazione di gruppi rock avrebbe raccolto i frutti di questo ingannevole modo di comunicare. L'attenzione del consumatore inconsapevole era stata intensamente spostata sulle cover rock, e non solo sulla musica contenuta nel disco. A partire da quel momento, le tematiche illustrate si sono lentamente evolute fino ad arrivare all'occultismo o al satanismo più integrale, riflesso sulle luccicanti copertine rock. Questo fenomeno orribile crebbe in maniera esponenziale a metà degli anni Settanta, con l'avvento di band come i Black sabbath e i Kiss.



banner centro culturale san giorgio ccsg



Note



1 Traduzione di un estratto (pagg. 83-95) dall'originale inglese The Devil's Disciples («I disceopoli del diavolo»; Chick Publications, Chino 1985), a cura di Paolo Baroni.

2 Cfr. J. Wenner, Lennon Remembers («Lennon ricorda»), Straight Arrow Books, 1971, pag. 97.

3 Dopo la morte per overdose del loro impresario Brian Epstein, avvenuta nel 1967, McCartney divenne il leader dei Beatles, sovraintendendo le prove, la produzione di film e di album, e la conduzione generale di quella straordinaria macchina da soldi che erano i Beatles. Fino a quella tempo, John Lennon era stato il leader indiscusso del gruppo.

4 Cfr. Rolling Stone, del 15 ottobre 1981, nº 354, pag. 15.

5 Ibid.

6 Cfr. Hit Parader, ottobre 1976, pag. 14.

 (http://www.centrosangiorgio.com/)

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