San Miguel Arcángel pesando las almas en el Juicio Final

sábado, 21 de septiembre de 2019

Los medios masivos de comunicación inducen al satanismo y al ocultismo


Satanista en ritual satánico.

I mass media alimentano il satanismo: attenti a siti internet, eroi e streghe
SMARTPHONES
Burdun Iliya - Shutterstock
2. No quieres dejar a tu hijo en territorio enemigo.  
Se acabaron los profesores de natación que el primer día arrojaban al niño al agua, ¿por qué voy lanzarlo a las fauces de internet si no sabe todavía desenvolverse (como es lógico) ante muchas situaciones de la vida?

Condividi
don Marcello Stanzione | Set 19, 2019
Ecco una "black list" da evitare. Ma sono molte anche le pubblicazioni, i libri, i manuali di magia utilizzati per scopi divulgativi e di “aggancio”
Nella nostra società l’attrattiva che occultismo, magia e rituali esercitano sui giovani é particolarmente forte, non soltanto perché l’adolescenza é un periodo di profondi cambiamenti che comportano vulnerabilità e turbamenti emotivi, ma anche perché l’occulto é costantemente presente nell’universo giovanile moderno.
La maggior parte dei fumetti in commercio raccontano storie di potenza, violenza e poteri occulti eccezionali. Per citarne alcuni, “eroi” come Spawn, Devil Man, Inushyasha, Saiyuky, sono demoni solitari, cupi ed introversi, con una natura estremamente violenta e distruttiva, che, per lottare, utilizzano i poteri occulti e la magia nera.

La musica rock e specialmente l’heavy metal, intrattiene i giovani con canzoni che parlano di stupro, sadomasochismo, tortura, culti satanici, mutilazioni sessuali, patricidi e cannibalismo.


Gabriele Negri-cc
Da Top Girl a Yahoo
“Top girl”, una famosa rivista indirizzata alle adolescenti, nel Dicembre del 2000, in copertina riportava “Testimonianza esclusiva: abbiamo scelto di essere streghe” ed all’interno c’era la trascrizione di un’intervista in cui due ragazze raccontavano entusiaste di seguire la religione Wicca e di praticare la magia.

Sulla piattaforma di Internet sono state allestite numerose pagine web, create da sette o da satanisti isolati, che propagandano e diffondono il satanismo. Esistono veri e propri motori di ricerca satanici, come “avatarsearch”, e siti come http://www.satannet.net, che si propongono di far crescere la comunità virtuale satanista. Sulla homepage di questi siti ci sono diversi link che consento di accedere a librerie sataniche, a musica satanica, a chat e ad altri siti che si occupano di satanismo. Yahoo, uno dei più importanti motori di ricerca, per non essere da meno offre la possibilità di formare gruppi di discussione di ispirazione satanista. È stato rilevato, per esempio, che alle soglie del III millennio i club satanici sono improvvisamente aumentati in maniera esponenziale ed è aumentato considerevolmente anche il numero degli iscritti, infatti si è passati dai 114 club, con 801 iscritti, nel Maggio 1999 ai 322 club, con 5853 iscritti, nel Febbraio 2001[1].


Leggi anche:
L’arma “segreta” del diavolo per distruggerci
Alt Satanism
Il salotto virtuale per eccellenza del satanismo è alt.satanism, dove vengono scambiate diverse informazioni su rituali, festività, fonti bibliografiche, siti satanici.

Esistono anche dei motori di ricerca di risorse sataniche e dei portali, come www.net.net, in cui è presente il centro dell’universo satanico su internet. Sulla Home Page di questo portale si può accedere a: Satannet Library, una libreria satanica on-line; Satannet Plaza; Satanic Music; Ventrue Gallery, una galleria virtuale dedicata al satanismo; Ventrue Poetry, che contiene una raccolta di poesie dedicate al demonio.

La presenza dell’idolo Satana è forte nella società: i simboli, i nomi, i testi delle canzoni, sono fin troppo spesso ispirati a lui. Alcuni giochi di ruolo sostituiscono la realtà con falsi universi immaginari, nei quali non valgono le regole ordinarie, ma vigono consuetudini terrificanti e perverse. È diffuso il commercio di oggetti ispirati a Satana, alla stregoneria, al voodoo.


Leggi anche:
Come si accerta la presenza del diavolo sulla scena di un crimine?
L’occultismo sembra essere uscito dall’ombra per entrare nel mondo degli affari e del consumismo occidentale. Dunque, il proselitismo satanico non avviene con metodi classici e tradizionali, come quello della evangelizzazione del cristianesimo, del “porta a porta” dei Testimoni di Geova, del volantinaggio di Scientology, ma utilizzando quegli strumenti, esistenti nel mondo sociale, che fanno leva su tutto ciò che è legato alle debolezze dell’uomo: le ambizioni, i desideri di affermazione, l’individualismo della società.

La manipolazione
Molte sono le pubblicazioni, i libri, i manuali di magia utilizzati per scopi divulgativi e di “aggancio”. Altri canali prescelti per attecchire nell’anima dell’uomo riguardano tutte quelle tecniche che strumentalizzano il sesso, la conoscenza e l’appagamento del desiderio di realizzazione; si pensi allo sfruttamento di trasmissioni televisive o di internet[2].

Spesso sono gli stessi mass media che, in maniera consapevole o meno, effettuano procedimenti di persuasione, manipolazione e disinformazione cari al satanismo. Il satanismo si inserisce in questa cornice “pubblicitaria” e manipolativa dei mezzi di comunicazione di massa e sfrutta, per potenza di penetrazione sociale, i messaggi che provengono dai mass media, conducendo alla formazione di modelli dannosi di pensiero e di comportamento[3].


Leggi anche:
Satanismo: ci sono sette registrate in Camera di Commercio. Lo consente la legge italiana
Marco Dimitri e i talk show
Negli ultimi anni, il panorama televisivo italiano ha assistito al proliferare di telefilm, rivolti ai telespettatori più giovani, che in maniera molto esplicita mettono in scena tematiche legate al mondo dell’occulto. Le trame di questi telefilm si basano esclusivamente sui rituali di magia bianca e nera, sugli incantesimi e sulle forze soprannaturali ed i personaggi sono portatori di una cultura che prevede l’esistenza del panteismo, del politeismo e dei magici poteri della psiche e delle forze occulte. Persino i talk show non sono da meno e così spesso nei salotti televisivi italiani vengono invitati maghi, astrologi, guru a mostrare le loro capacità soprannaturali. Marco Dimitri, il leader della setta “Bambini di Satana”, sostiene di aver visto aumentare significativamente le adesioni alla setta dopo aver partecipato ad una trasmissione del Maurizio Costanzo Show.

In una società in cui la televisione rappresenta un potente veicolo di trasmissione di valori sociali e culturali, programmi televisivi di questo genere hanno una grandissima influenza, specialmente sui più giovani. Un bambino o un’adolescente, che viene costantemente bombardato da questi messaggi, rischia di farsi un’idea distorta della realtà, ma soprattutto struttura un pensiero di tipo magico, che lo predispone all’avvicinamento verso tutti quei culti e quelle sette vicini all’occultismo.

Internet, videogames e telefilm offrono un’abbondante “dieta” di occulto, che non lascia indifferenti gli adolescenti, che, curiosi da sempre per tutto ciò che è misterioso, sono la categoria che rischia maggiormente di essere irretita dal fascino del male.


Leggi anche:
Tra i primi casi di satanismo accertati: le messe nere alla corte di Luigi XIV
[1] Strano M., Gotti V., Medici R., Germani P., Le sette sataniche su internet: una ricerca esplorativa, 2001, Telematic Journal of Clinical Criminology, www. criminologia.org.

[2] Bonifazi F., D’Andrea A., Nuzzo L., Predisposizione ed induzione: percorso verso le sette demoniache, in Cantelmi T., Paluzzi S., Luparia E., Gli dei morti sono diventati malattie, Atti del I Convegno Nazionale AIPPC, SODEC, Roma 2002.

[3] Cantelmi T., La Selva P., Paluzzi S., Psicologia e Teologia in Dialogo, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi), 2004.
(https://it.aleteia.org/2019/09/19/mass-media-satanismo-siti-internet-eroi-streghe-heavy-metal/?fbclid=IwAR3z2_Elp0gnl47kULljmU-y7VerDCXTIY1PL1Q7ZZBmbMBFW52aPIWJU_Y)

Los Beatles, cultores del satanismo

the beatles
di Jeff Godwin 1


I Beatles furono il primo gruppo rock ad utilizzare le cover dei dischi non solo come un mezzo per attirare l'attenzione degli acquirenti, ma soprattutto per trasmettere in maniera visiva la loro filosofia e il loro stile di vita. La copertina di Sergeant Pepper's Lonely Heart Club Band (Parlophone 1967) rappresenta alla perfezione questo nuovo concetto di reclamizzare la propria immagine. Ogni tentativo di spiegare questa novità non può nemmeno lontanamente descrivere l'impatto che questo tipo di comunicazione ha avuto sul mondo della pubblicità e su quello dell'industria discografica. Come in ogni altro progetto di questa natura, ispirato dall'inferno, c'è più di quanto l'occhio possa vedere. Dietro la facciata sgargiante e psichedelica dell'album, c'è tutta una serie di «indizi» subliminali che sono apparsi anche sugli altri album che i Beatles hanno pubblicato fino al loro scioglimento avvenuto nel 1970. Alla fine degli anni Sessanta, il disc jockey di una stazione radiofonica sparse la voce secondo cui il bassista Paul McCartney era morto, ucciso in un incidente automobilistico



in Inghilterra. Si diffuse la diceria che il McCartney che appariva sulle fotografie fosse un sosia. Anche se negò fermamente qualsiasi partecipazione attiva in questa beffa crudele ai danni di milioni di adolescenti in tutto il mondo, il leader dei Beatles John Lennon non riuscì mai a fornire chiarimenti plausibili su come questa frottola fosse cominciata. Egli diceva di non aveva idea del perché ogni copertina dei Beatles contenesse un nuovo indizio sulla «morte» di Paul. In realtà, tutta la faccenda porta il marchio del senso dell'umorismo cinico e sarcastico di Lennon. Tra Lennon e McCartney c'è sempre stata una forte rivalità paul is deadmusicale: l'arguto sarcasmo sociale di Lennon contro le canzoni melodiche e sdolcinate di Paul. Infatti, John Lennon odiava così tanto il suo status di semidio dovuto alla popolarità e al successo, da distruggere questa sua immagine fenomenale e innocente nei primi anni Settanta attraverso una lunga serie di bed-in, di «bagismo» e di «proteste in favore della pace». Inoltre, egli è sempre stato un «subliminal media man», che inseriva i suoi «indizi» e i suoi «trucchi» vocali quasi impercettibili in numerose canzoni per prendersi gioco dei critici e dei fans! Lennon stesso ha affermato: «Intendo dire che ci siamo fatti qualche risata inserendo questo, quello o quest'altro in un modo divertente. Alcuni intellettuali hanno interpretato questo atteggiamento come se si trattasse unicamente del modo di percepire le cose di una generazione giovanile simbolica, ma noi abbiamo preso sul serio alcune parti di questo ruolo» 2. Ecco le ragioni di quello che è potuto divenire uno scherzo crudele, favorito da un pubblico ingenuo e adorante, messo in atto da un gruppo il cui successo mondiale stava tramontando dopo quasi cinque anni ininterrotti di popolarità. A partire dal 1968, Lennon iniziò ad odiare la sua notorietà e il suo falso status sociale, e iniziò a provare un'intensa antipatia per la dimensione unica di Paul McCartney, che serviva a perpetuare il mito dei Beatles 3. Cosa - dal punto di vista di Lennon - poteva esserci di meglio dell'«uccisione» simbolica di Paul, che avrebbe simultaneamente sepolto i Beatles e rastrellato milioni di dollari da fans affranti? Se tale piano è esistito, si può dire che è riuscito alla perfezione. Poiché stavano iniziando a scivolare dal piedistallo della popolarità globale, la diceria della «morte» di Paul conferì agli ex ragazzini di Liverpool uno sprone indispensabile. I fans si lanciarono sui negozi di dischi per poter acquistare l'ultimo album dei Beatles; i giornalisti, in tutte le più famose riviste musicali e anche nella stampa normale, scrissero pagine e pagine sulla farsa che stava frodando migliaia di adolescenti addolorati. Ancora una volta i Beatles erano sulla cresta dell'onda. Nell'indagare sulla vita di John Lennon, ho trovato numerose e grosse discordanze tra quello che diceva e insegnava in pubblico e quello che leggeva e pensava in privato.



Il misticismo metafisico pagano era la sua particolare ossessione privata. Alcune diavolerie occulte come la Numerologia, i Tarocchi, la Meditazione Trascendentale, lo spiritismo e la divinazione dominarono ogni sua ora di veglia. Tutto il suo tempo, quotidiano, mensile e annuale, era regolato da superstizioni pagane. Yoko Ono contribuì in maniera strumentale allo sviluppo di questo fascino interiore per l'occulto, sebbene la responsabilità finale sia da attribuire unicamente a Lennon. Dopo qualche tentennamento iniziale, egli si immerse precipitosamente nella ricerca della sperimentazione psichica all'interno del piano astrale. Non dimentichiamo che per molti anni, l'ex beatle fece consumo dell'LSD più potente sul mercato. Ma nell'ultima parte della sua vita il palato Lennon per gli allucinogeni era più che pronto per un'altra enorme (e alla fine fatale) dose di dottrina demoniaca. Ciò nonostante, il John Lennon pubblico era totalmente un'altra cosa: pace, amore, moglie, famiglia ed energica fede nella fratellanza universale dell'uomo, il quale siede comodamente nelle mani di un generoso Creatore. Questo era l'immagine di John Lennon che il mondo ha percepito attraverso i media, il tutto condito con una sfumatura e un tocco di stravaganza sul modello del comico Harpo Marx (1888-1964). Tuttavia, Lennon pagò un prezzo molto alto per il suo status di divo mondiale. Egli fu ferito a morte l'8 dicembre 1980, di fronte alla suo lussuoso appartamento situato nel sontuoso Palazzo Dakota, per mano di un ex fan dei Beatles mentalmente disturbato di nome Mark David Chapman.



lennon firma un autografo a chapman

mark david chapman

A sinistra: John Lennon firma un autografo al suo fan-carnefice Mark David Chapman il 7 dicembre 1980, il giorno prima del suo assassinio. A destra: Mark David Chapman in carcere.



In una valutazione psichiatrica di Chapman che apparve sul numero di ottobre della rivista Rolling Stone, lo psichiatria Daniel Schwartz e lo scrittore Murray Kempton hanno riportato questi commenti rivelatori:



«(Chapman) mi ha detto che può sentire la presenza dei demoni di Satana intorno a lui [...]. "Posso sentire i loro pensieri. Sento i loro pensieri. Posso sentirli parlare, non dal di fuori, ma dall'interno"» 4. «(Chapman) mi ha anche confidato che sono stati i demoni di Satana che gli hanno dato la forza e l'opportunità di compiere quel gesto» (l'omicidio di Lennon) 5.



La polizia descrisse il grassoccio assassino venticinquenne durante il suo arresto come se fosse ipnotizzato. Non vi sembra tutto troppo ovvio? La causa remota della morte orribile di John Lennon è abbastanza chiara, mi sembra. Come lui stesso aveva ammesso, nel corso della sua gioventù Lennon era un violento, un antisociale, un ladro di strada e un teppista con gravi disturbi di carattere emotivo e grossi squilibri. Questi problemi furono in parte causati dall'abbandono del padre Freddie e dalla morte accidentale della madre Julia quando John era ancora un adolescente. Lennon camminava per le strade di Liverpool con i capelli impomatati alla Elvis e con un giubbotto di cuoio nero, imprecando contro i passanti e vomitando commenti brutali e sarcastici contro gli storpi e gli invalidi costretti sulle sedie a rotelle.



Egli maltrattò le sue ragazze, trangugiò pillole e bevve liquore fino a sbronzarsi; e tutto questo prima di aver compiuto i vent'anni! Quando la carriera dei Beatles salì alle stelle, Lennon poté abbandonarsi alla depravazione e agli appetiti più egoisti. Orge, prostitute, marijuana, LSD, cocaina, eroina e meditazione trascendentale. john lennon e yoko onoNel volgere di breve tempo, Lennon fece dell'autodistruzione una modo di essere «in». Più tardi, il suo lucido agnosticismo gli permise di pronunciare discorsi filocomunisti, interviste e canzoni, e più velatamente di manifestare il proprio disprezzo per ogni forma di patriottismo e per la fede cristiana. A questo punto della sua vita - approssimativamente nel 1969 - John Lennon era già divenuto un vile e disgustoso strumento di Satana. All'inizio degli anni Settanta, Lennon e sua moglie Yoko Ono ebbero un bambino, Sean. Sull'ex beatle calarono i riflettori e per cinque anni non produsse alcun disco. Nel 1980, lui e la Ono produssero in collaborazione Double Fantasy (Geffen Records), un album che decanta con devozione appassionata la moglie e la famiglia. Poi i demoni spinsero Mark David Chapman ad assassinare John Lennon, che morì orrendamente e in modo patetico. La sua esistenza fenomenale fu annullata in un attimo. Lo stile di vita depravato che Lennon aveva coltivato in gioventù si ritorse contro di lui. I demoni con cui aveva flirtato per molti anni si rivoltarono contro di lui e lo fecero a pezzi quando tentò di sfuggirgli. Questo è il modo in cui Satana tratta i suoi discepoli. Semplicemente il diavolo non permise che ciò accadesse! Lennon non era più utile come schiavo del diavolo, e cessò di esistere. Sebbene Lennon abbia spesso parlato di Gesù Cristo paragonandolo ad un grande filosofo, non si ha notizia che egli si sia mai avvicinato alla religione. I frutti della sua vita, sebbene onorassero gli standard del mondo, non erano certo quelli di un buon cristiano. La vita di quest'uomo penoso dovrebbe essere una lezione per tutti noi. Solo recentemente, alcuni squarci di quell'oscuro periodo di semi-ritiro che ha preceduto la sua morte, avvenuta nel 1980, hanno iniziato ad affiorare, e il ritratto che dipingono certo dei più edificanti. Nell'opera Dakota Days, scritta da John Green, Lennon viene descritto com'era al naturale, lontano dai riflettori. Green era il lettore personale dei Tarocchi di Yoko e John. Specialmente Yoko ricorreva quotidianamente ai suoi apprezzati consigli per ogni questione, banale o importante, della sua vita.



Per anni, Green è stato alle dipendenze dei Lennon, dormendo al loro seguito in una cuccetta situata nella suite del Dakota per essere prontamente disponibile in ogni orario per un consulto divinatorio. Yoko si rifiutava di prendere la più piccola decisione senza prima aver «chiesto alle carte». Inizialmente Lennon era più scettico, ma dopo avere constatato l'abilità di Green e i successi ottenuti nelle previsioni, abbracciò anch'egli la divinazione. La pratica moderna dei Tarocchi deve tantissimo al mago nero inglese Aleister Crowley (1875-1947), un personaggio inquietante il cui nome spunta in continuazione quando si parla dei rapporti tra rock e satanismo. Crowley spese gran parte della sua vita indagando e redefinendo gli antichi Tarocchi.



double fantasy

dakota days

aleister crowley

Da sinistra: la cover dell'album Double Fantasy, il libro Dakota Days di John Green e il Mago Nero Aleister Crowley, padre del satanismo moderno.



Nelle pagine di Dakota Days si legge di un viaggio di Green e Yoko in Sud America per consultare una bruja (una strega). Yoko diede alla bruja 60.000 dollari in cambio di un intero set di incantesimi riguardanti la carriera e la salute. Alla fine del loro viaggio, la strega sacrificò una colomba su di un altare e chiese a Yoko di firmare col sangue una sorta di patto satanico. Terrificata, la moglie di Lennon implorò Green di compiere quel gesto al suo posto; e così, Green firmò con il nome di Yoko. Secondo John Green, il quadretto romantico di John Lennon «marito e padre di famiglia», ripresentato con insistenza dai media, era fondamentalmente falso. Sebbene inizialmente si sia preso cura del piccolo Sean, Lennon si stancò rapidamente della routine e scaricò le proprie responsabilità. Green riporta che l'ex beatle diede un calcio al bambino in un momento di rabbia, e di aver spesso sottoposto la moglie alle crudeltà più incredibili e ad umiliazioni pubbliche, servendosi della sua intelligenza, della sua «acida arguzia» e della sua lingua sarcastica per offenderla.



La vera ragione del suo ritiro a vita privata fu l'incapacità di scrivere nuove canzoni e l'impossibilità di porre un rimedio a questo problema. Per sua stessa ammissione, Lennon era diventato una creatura umana incredibilmente complessa che aveva raggiunto una posizione in cui pochi uomini erano giunti, per tutti gli anni Sessanta. Lennon fu adorato come una divinità. Dall'inizio degli anni Settanta fino alla sua morte, egli fu rispettato come il più saggio dei filosofi, meglio di quanto potesse offrire la stessa Bibbia. Ciò avvenne in un momento storico in cui il nostro mondo era come affamato di saggezza. John Lennon realmente era un saggio? Gli uomini veramente saggi non permettono che ogni aspetto della loro vita sia regolato e dominato da un misero numero, come invece accadde a Lennon! Volete alcuni esempi? Eccoli. Per l'ex beatle, ilnumero nove e numerologia numero 9 possedeva un significato incredibilmente potente e mistico sugli eventi futuri. Lennon nacque il 9 ottobre 1940. Anche suo figlio Sean è nato il 9 ottobre. Dopo la sua nascita in un'Inghilterra lacerata dalla guerra, il piccolo John e sua madre Julia si trasferirono in un'abitazione situata al nº 9 di Newcastle Road. I Beatles iniziarono la loro corsa alla celebrità mondiale iniziando a suonare a Liverpool al Cavern Club, nel 1961. 9 anni dopo, nel 1970, essi si divisero. Lennon sposò Yoko Ono nel 1969. L'aveva incontrata il 9 novembre 1966. Essi si trasferirono dall'Inghilterra a New York nel 1971. John visse in quella città per 9 anni, fino alla sua morte nel 1980. L'ultimo album dei Beatles - Abbey Road (EMI) - venne registrato nel 1969. Sopra il suo letto nella suite al Dakota, Lennon aveva appeso al muro un numero 9. Nel 1969, egli cambiò ufficialmente il suo nome da John Winston Lennon in John Ono Lennon. Yoko l'aveva spinto a compiere questo passo in modo che il significato numerologico delle lettere del suo nome divenisse il 9. Egli si vantava spesso del fatto che tra lui e Yoko Ono ci fossero 9 anni di differenza d'età. Lennon disse di aver avvistato un UFO mentre si trovava sul tetto del Dakota alle 9 del mattino. John e il lettore personale di Tarocchi di Yoko celebrarono una cerimonia nuziale pagana nel 1975 per commemorare il loro 6º anniversario di matrimonio. Essi insistettero sul fatto che la cerimonia doveva iniziare alle 9 di sera. John Lennon scrisse molte canzoni incentrate sul numero 9, come One After 909, #9 Dream e la famosa Revolution 9. Contenuto nel White Album, questo brano di otto minuti e quindici secondi è composto da rumori elettronici mescolati a frammenti confusi di dialogo parlato e musica campionati dalla radio inglese, il tutto messo insieme da una voce che con accento britannico ripete più volte la stessa frase: «Number 9, number 9, number 9....» («Numero 9, numero 9, numero 9...»). Se questa sezione viene rovesciata è possibile sentire un'altra frase: «Turn me on dead man, turn me on dead man, turn me on dead man» («Eccitami uomo morto, eccitami uomo morto, eccitami uomo morto...»). Fu ascoltando questa frase che un dj - basandosi anche su altri indizi - mise in giro la voce secondo cui «Paul è morto». Da dove proveniva questa enigmatica voce?



Si trattava di una frase ripetuta da un ingegnere del suono nello studio in cui Revolution 9 venne registrata, ossia l'Abbey Road Studio #9! Tutto questo potrebbe essere avvenuto per pura coincidenza o potrebbe trattarsi di un ennesimo esempio della follia di John Lennon, se non fosse per Charles Manson. Il guru dotato di grande magnetismo, capo sètta californiana detta The Family, diceva spesso ai suoi adepti di aver captato «voci segrete» provenire dal White Album che gli dicevano di fare a pezzi l'attrice Sharon Tate (1943-1969) e i suoi amici. La carneficina ebbe luogo il 9 agosto 1969! La gente pensò che Charles Manson fosse semplicemente uno psicopatico tossicodipendente quando disse di sentire voci giungere da quel disco. Non sapevano che quell'album contiene realmente dei messaggi! Manson era un ammiratore così sfegatato dei Beatles da tracciare dei paralleli tra la Bibbia e il potere dei suoi déi: i Beatles.



Egli leggeva e citava spesso ai suoi seguaci un passo preso dal Libro dell'Apocalisse. Eccolo: «Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d'oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli, come capelli di donne, ma i loro denti erano come quelli dei leoni. Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all'assalto» (Ap 9, 7-9). Egli diceva che le facce di uomini con capelli di donne erano ovvi riferimenti ai Beatles, e che le corazze di ferro e il rombo delle ali erano le chitarre elettriche che portavano sui loro toraci, col rumore della loro musica che urlava come carri lanciati in battaglia.



the white album

charlie manson

sharon tate

Da sinistra: la cover del White Album, Charles Manson e l'attrice Sharon Tate.



Un demente? É probabile. Una persona sotto un'influenza demoniaca? Indubbiamente. Una coincidenza? Stento a crederlo. C'è solo uno domanda cui non è mai stata data una risposta soddisfacente: com'è possibile o anche solo concepibile che Revolution 9 di John Lennon, scritta e registrata in un altro continente, abbia parlato alla mente contorta di un pazzo che era convinto che quel brano fosse una profezia adempiuta nei Beatles? Revolution 9, Revolution 9... Credo che in questa faccenda ci sia di mezzo la mano di Satana.



Nella Numerologia, il numero 9 è il numero finale, la fine della linea, per così dire, l'ultimo numero di conteggio più alto prima di ricominciare nuovamente con gli altri numeri. È anche il 6 rovesciato, e il numero 6 rappresenta l'uomo. La tragica fine e la raccapricciante ironia tra la vita sciupata di John Lennon e il suo fascino occulto per il numero 9 si realizzò l'8 dicembre 1980, quando venne ucciso a colpi di pistola a New York da Mark David Chapman. In Inghilterra, la patria di John, era già il 9 dicembre! Ecco una rassegna degli indizi, album dopo album, connessi alla diceria secondo cui Paul McCartney era morto.

Sulla cover dell'LP Sergeant Pepper's Lonely Heart Club Band Paul non è in linea con gli altri beatles e uno dei personaggi famosi alle sue spalle tiene la mano aperta sulla sua testa, la Mano della Morte.

cover sergeant pepper's lonely heart club band

cover sergeant pepper's lonely heart club band



Da notare che il tipo calvo in alto, il secondo da sinistra, è il Mago Nero Aleister Crowley! Parlando di questa cover, Ringo Starr ebbe a dire: «Abbiamo pensato di raggruppare le persone che ci piacciono e ammiriamo» 6. Sul retro della stessa copertina, al contrario degli altri beatles, McCartney dà la schiena alla macchina fotografica.



retro di sergeant pepper's lonely heart club band  inside sergeant pepper's lonely heart club band



In una fotografia stampata all'interno della cover appaiono i Fab Four; McCartney ha una toppa cucita sul braccio sinistro della sgargiante uniforme in cui appare la sigla OPD, che in inglese starebbe per Officially Pronounced Dead («Dichiarato Ufficialmente Morto»).


opd officially pronounced dead
opd officially pronounced dead

In Magical Mystery Tour (Parlophone 1967): sulla copertina di questo album tutti i quattro beatle indossano una strana maschera per Halloween. Paul porta quella di un tricheco, simbolo della morte nella cultura russa.





Sulla retro della stessa copertina, tutti i membri del gruppo indossano uno smoking bianco. Tutti hanno un garofano rosso all'occhiello, tranne McCartney che ne ha uno nero.



magical mystery tour back

Nel White Album, gli indizi sono nei testi, e precisamente in tre canzoni di John Lennon: Glass Onion, Revolution #9 e I'm So Tired. Glass Onion contiene queste parole: «Here's another clue for you all/ The walrus was Paul» («Ecco un altro indizio per tutti voi/ Il tricheco era Paul»). Revolution #9" contiene una voce misteriosa e disincarnata che ripete al contrario la frase «Turn me on dead man» («Eccitami uomo morto»). Se ascoltata a rovescio, una frase incomprensibile alla fine di I'm So Tired dice: «Paul is a dead man. Miss him, miss him»  («Paul è un uomo morto. Ci manca, ci manca»).

Abbey Road: sulla cover di questo LP, i Beatles se ne vanno a zonzo per un quartiere inglese attraversando un passaggio pedonale. John Lennon è vestito completamente in bianco; Paul, che indossa un abito scuro, non è al passo con gli altri beatles. Inoltre, egli è a piedi nudi (il simbolo del cadavere nella mitologia induista). Sulla targa di una Wolkswagen parcheggiata nella strada è scritto 28IF, che vorrebbe dire che se McCartney fosse stato ancora vivo avrebbe avuto ventotto anni.

abbey road cover

abbey road cover



In questo modo è iniziata l'era del concept (o communication) album. Da una serie di bravate pubblicitarie inscenate dal gruppo più famoso gruppo del mondo - i Beatles - tutta una nuova generazione di gruppi rock avrebbe raccolto i frutti di questo ingannevole modo di comunicare. L'attenzione del consumatore inconsapevole era stata intensamente spostata sulle cover rock, e non solo sulla musica contenuta nel disco. A partire da quel momento, le tematiche illustrate si sono lentamente evolute fino ad arrivare all'occultismo o al satanismo più integrale, riflesso sulle luccicanti copertine rock. Questo fenomeno orribile crebbe in maniera esponenziale a metà degli anni Settanta, con l'avvento di band come i Black sabbath e i Kiss.



banner centro culturale san giorgio ccsg



Note



1 Traduzione di un estratto (pagg. 83-95) dall'originale inglese The Devil's Disciples («I disceopoli del diavolo»; Chick Publications, Chino 1985), a cura di Paolo Baroni.

2 Cfr. J. Wenner, Lennon Remembers («Lennon ricorda»), Straight Arrow Books, 1971, pag. 97.

3 Dopo la morte per overdose del loro impresario Brian Epstein, avvenuta nel 1967, McCartney divenne il leader dei Beatles, sovraintendendo le prove, la produzione di film e di album, e la conduzione generale di quella straordinaria macchina da soldi che erano i Beatles. Fino a quella tempo, John Lennon era stato il leader indiscusso del gruppo.

4 Cfr. Rolling Stone, del 15 ottobre 1981, nº 354, pag. 15.

5 Ibid.

6 Cfr. Hit Parader, ottobre 1976, pag. 14.

 (http://www.centrosangiorgio.com/)

jueves, 19 de septiembre de 2019

El rock como "medium" de demonios

rock_satanico

titolo rock e medianità
ultima modifica: 28 marzo 2015



di John Ankerberg e John Weldon 1



rock_satanico

 unfinished symphonies: voices from the beyond

Nei primi decenni del XX secolo, gli spiriti (in realtà demoni) si sono rivelati a due medium rivelando il loro grande interesse per l'evoluzione della musica dell'Occidente e dicendo di avere in serbo «grandi e imponenti piani per il futuro della musica». Quali piani? Ispirare una nuova generazione di musicisti comunicando loro un nuovo genere musicale che li avrebbe evocati e che allo stesso tempo avrebbe condotto gli uditori ad una totale comunione spirituale con essi. Questa «profezia» si è avverata? Giudicate voi...





Il testo Unfinished Symphonies: Voices from the Beyond («Sinfonie infinite: voci dall'aldilà»), della medium Rosemary Brown (1916-2001), è un libro che descrive come l'Autrice abbia ricevuto dei messaggi dal mondo degli spiriti. Essa comunicava regolarmente con i defunti, e in questo caso - almeno apparentemente - con i grandi compositori del passato: Chopin, Mozart, Bach, Liszt, Debussy, Rachmaninoff, Brahms, Schumann, ecc... Questi spiriti parlavano con la Brown, la visitavano regolarmente, e la possedevano, guidando le sue mani a suonare e a comporre, in forma manoscritta, musica che andava ben oltre le sue capacità.



Rosemary Brown è stata studiata da numerosi esperti musicali, è stata intervistata dal grande musicista Leonard Bernstein (1918-1990), ed è stata oggetto di molteplici rapporti investigativi che non scoprirono in lei alcuna frode. Essa diceva che questi spiriti l'avevano posseduta per poterle comunicare la loro musica e il loro messaggio dall'aldilà. Attraverso di essa, gli spiriti hanno composto in stili piuttosto simili, se non identici, ai compositori scomparsi da tempo. La Brown ha pubblicato diversi album con la sua musica, incluso un nuovo quartetto per archi attribuito a Brahms. Tuttavia, noi siamo convinti che queste entità non siano nient'altro che demoni.



Perché mai gli spiriti malvagi personificherebbero gli spiriti dei musicisti defunti e comunicherebbero nuove composizioni musicali servendosi di una medium? Sembra che la loro unica ragione sia di usare la medianità come un veicolo con cui dispensare la loro filosofia occulta. Rosemary Brown era una medium esperta gia prima di incontrare gli spiriti che le dissero di essere i grandi compositori del passato. Essa affermava: «La prima volta che vidi Franz Liszt avevo circa sette anni, ed ero già abituata a vedere gli spiriti dei cosìddetti "defunti"» 2.



rosemary brown 

rosemary brown

unfinished symphonies: voices from the beyond

Da sinistra: due fotografie di Rosemary Brown mentre compone in trance. La copertina del suo libro Unfinished Symphonies: Voices from the Beyond.



Ciò nonostante, questi spiriti apparentemente raffinati di compositori del passato, promuovono attivamente lo stesso paganesimo e la filosofia spiritistica tipica degli occultisti di tutte le risme. Essi insegnano che non c'è ragione di temere la morte perché ognuno sperimenta la reincarnazione 3. Essi predicano il panteismo (tutto è Dio e Dio è in tutte le cose), e incoraggiano lo sviluppo delle abilità medianiche 4. Inoltre, essi negano e rifiutano l'insegnamento cristiano. Consideriamo una delle asserzioni attribuite a Liszt in risposta alla Brown: «Come ho fatto notare, a causa delle consuete credenze cristiane, ci sono persone che credono che ci si deve salvare qui, sulla terra. Ciò non è vero - mi disse. Quando le persone muoiono [...], hanno ancora l'opportunità di proseguire e di recuperare (dopo la morte)» 5.



In altre parole, questi spiriti bugiardi si sono serviti di una medium musicale allo scopo di ingannare uomini e donne a riguardo dell'insegnamento cristiano 6. Inoltre, il fenomeno Rosemary Brown e i suoi spiriti-guida incoraggiano la pratica della negromanzia (la comunicazione con i «defunti»), severamente condannata dalla Chiesa. Passiamo ad un altro personaggio. Durante la sua vita, Cyril Scott (1879-1970) fu un eminente compositore. Egli fu anche uno studioso della religione occulta nota come Teosofia, e si interessò anche al potenziale occulto della musica. Due dei suoi libri - The Influence of Music on History and Morals: A Vindication of Plato («L'influenza della musica sulla Storia e sulla morale: una rivalsa di Platone») e Music: Its Secret Influence Throughout the Ages («La musica: la sua influenza segreta in tutte le epoche») - gli furono dettati attraverso ispirazione medianica da uno degli spiriti-guida che avevano ispirato la fondatrice della Società Teosofica, Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891).



cyril scott

helena petrovna blavatsky

logo della società teosofica

Da sinistra: Cyril Scott, Madame Blavatsky e il simbolo della Teosofia.



Nel secondo libro, Music: Its Secret Influence Throughout the Ages, Scott ci dice che lo spirito con cui parlava «nutriva un interesse speciale per l'evoluzione della musica occidentale [...]. Infatti, egli considerava opportuno che gli studenti dell'occultismo di tutte le scuole dovessero apprezzare sempre più pienamente la grande importanza della musica come forza nell'evoluzione spirituale (occulta), e a questo scopo aveva rivelato molte cose che finora non erano state rivelate, e che scateneranno un grande interesse in tutti gli amanti della musica» 7. Scott stesso era convinto che «i grandi Iniziati (nel mondo spirituale) hanno grandi e imponenti piani per il futuro della musica» 8. Di quali progetti parlava lo spirito-guida? Di utilizzare la musica come uno strumento occulto attraverso cui sviluppare stati alterati di coscienza, abilità medianiche e capacità di entrare in contatto con il mondo degli spiriti. Spiega Scott: «Nel futuro, la musica verrà usata per portare le persone a stretto contatto con i Devas (gli spiriti); esse saranno in grado attingere alla beneficajohn lennon e yoko ono influenza di questi esseri partecipando a concerti durante i quali sono stati evocati mediante il tipo adatto di suono [...]. Tuttavia, la musica in questione, scientificamente calcolata, realizzerà il duplice mansione di invocare i Devas e allo stesso tempo di incentivare negli ascoltatori quelle facoltà (medianiche) attraverso le quali essi diverranno consapevoli di sè stessi e reattivi all'influenza (degli spiriti)» 9. Scott conclude il suo libro citando le parole del suo spirito-guida: «Oggi, poiché stiamo entrando in una Nuova Era, noi (spiriti) cerchiamo, soprattutto attraverso il medium della musica ispirata, di diffondere lo spirito dell'unificazione (occultistica) e della fratellanza, in modo da affrettare la vibrazione (spirituale) di questo pianeta» 10. Diversi musicisti rock contemporanei sembrano corrispondere a questa descrizione. Ad esempio, alcune musiche Neg Age vengono spiritualmente ispirate per aiutare le persone ad entrare in uno stato alterato di coscienza. Inoltre, «molte rockstar di primo piano sono state pesantemente coinvolte non solo nell'occulto, ma anche nel satanismo più schietto [...]. Tentando di descrivere il suo processo d'"ispirazione", John Lennon ha affermato: "È come essere posseduti: come un sensitivo o come un medium" [...]. Parlando dei Beatles, Yoko Ono ha dichiarato: «Erano come dei medium. Non erano coscienti di tutto ciò che stavano dicendo, ma la musica fluiva attraverso di loro" [...]. Marc Storace, cantante dell'heavy meatl band Krokus, durante un'intervista concessa alla rivista Circus, ha detto a proposito del processo d'ispirazione: "Esso non può essere descritto, tranne dire che è come un'energia misteriosa che proviene dal piano metafisico e approda nel mio corpo. È quasi come essere un medium [...]. Little Richard ha avuto esperienze di questo genere e ha  identificato Satana come la fonte della sua ispirazione: "Ero diretto e guidato da un altro potere, il potere delle tenebre [...] nella cui esistenza molte persone non credono. Il potere del diavolo. Satana". Jim Morrison (dei Doors) chiamava gli spiriti che a volte lo possevano "The Lords" ("i signori"), e scrisse un libro di poesie dedicato ad essi. La creatività della cantante folk-rock Joni Mitchell proviene dal suo spirito-guida che essa ha chiamato "Arte". Essa è così dipendente da "Arte" che nulla la può trattenere quando essa la "chiama". La prevalenza di tali "spiriti" fra le stelle del rock sembra andare oltre il regno della coincidenza. Secondo Alan Douglas, la superstar Jimi Hendrix, definito "il più grande chitarrista rock" [...], "credeva di essere posseduto da qualche spirito". L'ex girlfriend di Hendrix, Fayne Pridgon, ha affermato: "Sapete, Jimi parlava sempre di un diavolo o di qualcosa che era in lui, sul quale non aveva alcun controllo. Non sapeva cosa avrebbe fatto fare o cosa gli avrebbe fatto dire, e le canzoni [...] semplicemente uscivano da lui"» 11.



Nel corso di un'intervista rilasciata alla rivista Rolling Stone, Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, ha affermato che i brani rock scaturiscono spontaneamente, come se fossero ispirati «durante una seduta spiritica». Egli ha descritto le canzoni come se arrivassero «in massa», come se gli Stones fossero solamente un medium volenteroso e disponibile 12.



marc storace

jim morrison

keith richards

Da sinistra: Marc Storace, Jim Morrison e Keith Richards.



Molte altre rockstars sono state coinvolte in pratiche occulte che descrivono la loro ispirazione musicale in termini che fanno pensare alla suggestione demoniaca 13. Un numero crescente di musicisti sta mostrando un interesse per l'occulto, per la stregoneria e per il satanismo. Fra i gruppi black metal, i nomi sembrano indicare almeno l'interesse per l'occulto. Tra i tanti citiamo i Coven, i Dark Angel, i Demon, gli Infernal Majesty, i  Possessed, i Satan, i Cloven Hoof... Ozzy Osbourne ha affermato: «Sembra che non sappia mai quello che farò precisamente il giorno seguente. Mi piace compiere solo quello che gli spiriti mi dicono di fare. Così, ho sempre qualcuno o qualcosa da incolpare» 14.



Osbourne, ex cantante dei Black Sabbath,  ha predicato un vero e proprio sermone in favore di Satana mentre suonava in Canada. Egli confessa: «Qualche volta mi sento come un medium al servizio di una forza esterna». Anche i Black Sabbath hanno lodato Lucifero durante alcuni loro concerti 15. Nel corso di un'intervista concessa a Rolling Stone (pubblicata sul numero del 12 gennaio 1978), Peter Criss, il primo batterista dei Kiss, ha affermato: «Io credo nel diavolo tanto quanto in Dio. Si può scegliere tra uno dei due a seconda di quello che si deve fare». I membri del gruppo Iron Maiden hanno apertamente ammesso di interessarsi all'occultismo, inclusa la stregoneria 16. Questa band ha aperto un concerto a Portland, nell'Oregon, con le seguenti parole: «Benvenuti nel santuario di Satana».



Glenn Tipton, chitarrista dei Judas Priest, ha confessato che quando sale sul palcoscenico diventa pazzo: «È come se qualcuno prendesse possesso del mio corpo» 17. Nel descrivere un concerto dei Van Halen, David Lee Roth ha dichiarato: «Abbandonare il mio spirito alle emozioni; ecco quello che cerco di fare. Raggiungi quello stato e cadi supplicando gli dèi demoni» 18. Il chitarrista Mick Mars, dei Mötley Crüe, ha così descritto il suo gruppo: «Demoniaco, che è ciò che siamo» 19. Nikki Sixx, bassista della stessa band, parlando del loro impianto scenico per il tour di Shout at the Devil («Grida al diavolo»; Elektra Records 1983), ha detto: «Sul palcoscenico ci sono teschi, pentacoli e ogni genere di simboli satanici [...]. Abbiamo sempre amoreggiato con il diavolo» 20.



david lee roth

mick mars

peter criss

Da sinistra: David Lee Roth, Mick Mars e Peter Criss.



Stevie Nicks, dei Fleetwood Mac, ha dedicato molte volte i proprî concerti alle streghe di tutto il mondo. Sul retro della cover dell'album Welcome to hell del gruppo Venom è scritto: «Siamo posseduti da tutto ciò che è male/ La tua morte, o Dio, noi domandiamo/ Sputiamo sulla Vergine che voi adorate/ E sediamo sulla mano sinistra del Signore Satana». Alla luce di questi fatti, nessuno può negare che il rock è divenuto un veicolo per promuovere le pratiche dell'occulto. E quali sono gli altri temi esaltati così spesso da questa musica? Il ricorso alla droga, la ribellione contro l'autorità, l'immoralità, la violenza... Sono questi i «valori» che gli spiriti vogliono incoraggiare?



banner centro culturale san giorgio ccsg



Note



1 Traduzione di un estratto (pagg. 55-59) dell'opera Rock Music's Powerful Messages («I potenti messaggi della musica rock»; 1991), a cura di Paolo Baroni.

2 Cfr. R. Brown, Unfinished Symphonies: Voices From The Beyond, William Morrow, 1971, pag. 9.

3 Ibid., pagg. 110-114.

4 Ibid., pagg. 114-123.

5 Ibid., pag. 110.

6 Ecco l'insegnamento di San Paolo in proposito: «E come è stabilito che gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio» (Eb 9, 27).

7 Cfr. C. Scott, Music: Its Secret Influence Throughout the Ages, Sun Publishing, 1996, pag. 32.

8 Ibid., pag. 199.

9 Ibid., pagg. 200-201.

10 Ibid., pag. 204.

11 Cfr. D. Hunt-T. A. McMahon, America: the Sorcerer's New Apprentice: The Rise of New Age Shamanism, Harvest House Pub., 1988. pagg. 239-240.

12 Cfr. B. Larson, Rock, Tyndale House Publishers, 1987, pag. 138.

13 Ibid., pagg. 125-135; D. Hunt-T. A. McMahon, op. cit., pagg. 245-246.

14 Cfr. Faces, novembre 1983, pag. 24.

15 Cfr. Tingelhoff, Documentation of expose, pag. 21.

16 Cfr. Creem, settembre 1982.

17 Cfr. Hit Parade, autunno 1984.

18 Cfr. Rock, aprile 1984.

19 Cfr. Heavy Metal Times, maggio 1983.

20 Cfr. Circus, del 31 gennaio 1984.
(http://www.centrosangiorgio.com/)

Kurt Kobain, satanista declarado


I Nirvana sono stati considerati da molti uno dei gruppi più influenti degli anni Novanta. Con i loro successi, essi hanno scosso la loro generazione in più modi. Prima con la loro musica, e infine con il suicidio del loro leader, Kurt Cobain. Nel 1994, la rivista Rolling Stone nominò i Nirvana «artisti dell'anno». La stessa rivista definì il loro brano Teen Spirit l'«inno nazionale del grunge» 2.



La rivista Spin classificò i Nirvana al vertice delle «dieci band più interessanti» del decennio 1985-1995. Lo scrittore e giornalista Chuck Crisafulli dichiarò che «Teen Spirit ha salvato il rock'n'roll» 3. Christopher Sandford, autore di una biografia sulla vita di Kurt Cobain, il leader e cantante-chitarrista del gruppo, ha dichiarato a riguardo dell'album dei Nirvana Nevermind (Geffen Records 1991):



«Nevermind sarà in lizza come l'album migliore del decennio [...]. Esso ha trascinato di fatto e all'improvviso il rock alternativo nella corrente principale [...]. L'effusione di encomi nei confronti di questo album è stata paragonata dal Times alla beatlemania» 4.



cover nevermind



Come la beatlemania degli anni '60, la nirvanamania è caduta come una bomba atomica sulla scena musicale degli anni '90 in Europa e negli Stati Uniti, grazie soprattutto allo spirito creativo di Kurt Cobain. Quest'ultimo è stato descritto come il «principe del grunge e il portavoce inconsapevole di una generazione» e il vero «inventore di quello che è divenuto lo stile di vita grunge» 5.



Siamo convinti che molti fatti dimostrano che Kurt Cobain ha fortemente influenzato le masse giovanili negli anni '90 ad adottare lo stile di vita grunge-alternativo. Non è affatto necessario studiare profondamente la vita di Kurt Cobain per constatare che lo spirito che lo ha ispirato non era lo Spirito di Dio. Detto questo, diciamo che esaminare la vita di Kurt Cobain è come scoperchiare una fogna. Al di là di tutto il fascino e la fama associati all'essere una «stella» del rock, la vita di Cobain fu un condensato di assoluta disperazione.



 Cobain, il satanista



Come un vero membro del club dei cuori solitari, il forte senso di rifiuto che Cobain si trascinava  fin dall'infanzia alimentò il suo insaziabile desiderio di essere accettato. Cobain è stato descritto come «la figura malaticcia e sottosviluppata di un giovane scelto nel mucchio» 6. In Cobain, il desiderio di essere rispettato e accettato era così forte che avrebbe venduto l'anima al diavolo pur di raggiungere la fama. Tanto per cominciare, Kurt Cobain non si fece scrupoli quando affermò pubblicamente che la sua mèta precisa era di «essere fatto di droghe e di adorare Satana» 7.



Il culto a Satana di Cobain si manifestò in molti modi. Come ogni altro satanista, Cobain aveva una propensione per la profanazione delle chiese. Cobain, insieme al suo bassista Krist Novoselic, imbrattò le mura di una chiesa con la scritta «God is gay» 8. Secondo Rolling Stone, Cobain avrebbe imbrattato la facciata di una banca con la scritta «homosexual rules» («potere agli omosessuali»). La stessa rivista ha riportato che tra gli altri graffiti preferiti c'era anche «abort Christ» («abortisci Cristo») 9. Oltre ad imbrattare i muri di una chiesa con asserzioni blasfeme contro Dio, Cobain scontento del testo di una canzone che aveva scritto, «prese i fogli e li bruciò nel portico della Open Bible Church» 10. Oltre questo, Sandford scrive:



«Fu dopo la distruzione non solo di una bacheca in legno, ma anche di un pregiato crocifisso e di altri manufatti, che qualcuno chiamò la polizia del secondo distretto suggerendo che in futuro sarebbe stato meglio diradare le presenze di Cobain ad Aberdeen» 11.



Cobain «decorò» il suo appartamento, come egli stesso spiegò, «con bambole di bambini appese per il collo e ricoperte di sangue» 12.





Rolling Stone riportò inoltre che «Cobain confezionò una bambola dall'aspetto satanico e l'appese con un cappio dalla sua finestra» 13. Il fatto che Cobain venisse considerato come una specie di eroe nazionale o addirittura internazionale illustra alla perfezione le profondità di depravazione in cui sono sprofondati i cuori di tanti giovani. Se Cobain ha potuto influenzare alcuni fans con i suoi graffiti sulle chiese, fu soprattutto attraverso la sua musica che milioni di persone sono state influenzate dagli spiriti malvagi che lo hanno usato come una pedina all'interno di un gioco molto più grande.



Il coinvolgimento di Cobain nella magia nera e nella stregoneria aumentò a tal punto che Cobain iniziò a lanciare incantesimi pur di vedere realizzata la sua volontà 14. L'interesse di Cobain per l'occulto lo portò ad entrare in contatto con l'occultista William S. Burroughs (1914-1997). Nella sua biografia dei Led Zeppelin Hammer of the Gods, Stephen Davis paragona Burroughs al mago nero inglese Aleister Crowley (1875-1947) affermando:



«Come Crowley, Burroughs era un Lucifero umano, cortese e geniale, un mago moderno, un leggendario tossicodipendente e un artista la cui influenza si estese ben oltre la letteratura, la musica, la pittura e il cinema» 15.






Burroughs era un intimo anche di Jimmy Page degli Zeppelin e, ironia della sorte, fu Burroughs che per primo battezzò il rock duro con il termine heavy metal 16. Burroughs affermava di essere divenuto un posseduto demoniaco dopo avere ucciso la moglie. Cobain sperava nella collaborazione di Burroughs per la realizzazione di un suo progetto musicale 17. Più tardi, in un'intervista a Rolling Stone, Cobain sottolineò come uno dei momenti più luminosi della sua vita fu «l'incontro con William Burroughs e incidere un disco con lui» 18. Tale era l'influsso di Burroughs su Cobain che «William S. Burroughs ricevette "un ringraziamento speciale" sulla cover di In Utero per essere stato un'inspirazione teneramente curata per Cobain» 19.







Oltre che da William Burroughs, Cobain era ossessionato da Anton Szandor LaVey (1930-1997), il fondatore della Church of Satan e l'autore della Satanic Bible (1969) 20. Cobain era così preso dal satanista LaVey da cercare di convincerlo a suonare il violoncello per l'album Nevermind! Il coinvolgimento di Cobain nella stregoneria e nel satanismo proietta un fascio di luce sulla sua fonte d'ispirazione e sulla misteriosa abilità che aveva nel creare melodie seducenti e allettanti che adescavano freneticamente i fans dei Nirvana. Cobain è stato descritto come una persona che si «imbatteva in melodie attraverso modalità che nemmeno lui capiva pienamente» 21.



Nell'occulto, questo fenomeno è conosciuto come «scrittura automatica», ed è un processo in cui entità demoniache comunicano versi poetici o testi musicali ad un essere umano allo scopo di influenzare negativamente la società. Questo è certamente ciò che accadeva attraverso Cobain, il volenteroso e contorto medium utilizzato dalle forze sataniche. Anche il leggendario chitarrista Chuck Berry esclamò: «Egli aveva un tale tocco che molti chitarristi sarebbero disposti ad uccidere pur di averlo» 22. Nel caso di Cobain sarebbe più appropriato parlare di vendere l'anima che di «uccidere»...



 Cobain, il tossicodipendente



Probabilmente, l'infatuazione di Cobain per Burroughs andava oltre il suo coinvolgimento nell'occulto ed era in parte dovuta alla notoria tossicodipendenza di Burroughs. Cobain aveva un amore speciale per le droghe. L'eroina era una delle sue sostanze preferite. La rivista BAM ha notato che spesso non solo Cobain sembrava mezzo addormentato e aveva dei vuoti mentre parlava, ma anche che «le pupille sbarrate, le guance scavate e la pelle giallastra e desquamata suggerivano qualcosa di più grave della stanchezza» 23. Probabilmente, se Cobain non avesse posto fine alla sua vita con un colpo di fucile da caccia alla testa, sarebbe morto per un'overdose di eroina. Dopo la sua morte, il rapporto tossicologico confermò che «nel suo sangue, oltre a tracce di Valium, c'erano 1,52 milligrammi di droga (eroina), tre volte la dose che normalmente è fatale» 24.



Nick Kent ha dichiarato che quei «problemi di stomaco stranamente non diagnosticabili» che Cobain aveva accusato erano «quasi certamente» il risultato di anni di abuso di droghe:



«Gli anni che egli spese maltrattando le proprie interiora con ogni tipo di pillole antidolorifiche annacquate con la codeina della peggior specie, e con farmaci per le infezioni delle vie aeree, sono fra i motivi più plausibili per cui le sue povere viscere dolevano così incessantemente» 25.



Per potersi permettere le sue abitudini alla droga, Cobain «o si prostituiva agli emarginati in Heron Street o quanto meno ricorreva a barattare il proprio corpo per soddisfare le sue esigenze da tossicodipendente» 26.



 Cobain, l'omosessuale



Cobain stesso ammise: «Sono definitivamente e spiritualmente gay». Oppure: «Probabilmente, potrei essere bisessuale». E confidò ad un amico intimo che aveva «fatto sesso con tre o quattro uomini» 27. La vedova, Courtney Love, rivelò che le sue scappatelle omosessuali erano andate ben oltre i tre o quattro uomini, e disse che Cobain «si era fatto metà dei ragazzi di Seattle» 28.



Cobain utilizzava la sua fama come un palcoscenico per mettere in mostra la sua perversione e influenzare gli altri. Non solo diede pubblicamente un bacio alla francese al suo bassista durante la trasmissione televisiva Saturday Night Live, ma sbandierò anche la sua propensione per il travestitismo. Cobain portava con sè alcune immagini pornografiche che ritraevano donne in varie pose con animali e metteva spesso in mostra un comportamento così deviante e grottesco che tralasciamo per decenza.



 Il cuore omicida di Cobain e l'occulto


Cobain aveva un ego enorme, anche per una star del rock. Afferma Sandford nella sua già citata biografia: «Nessuno nel mondo del'arte è esente dall'accusa di egotismo e di vanità, ma quando si parla di Cobain il fetore sovrasta qualsiasi altra cosa» 29. Mentre Cobain disse più volte di trovarsi a disagio con tutta la fama che aveva accumulato, Nick Kent ha affermato:



«Voglio dire, questo ragazzo aveva fatto tutto per poter diventare una rockstar da quando aveva due anni [...]. Egli ha sempre detto di odiare tutta l'attenzione con cui la fama lo presentava, ma la prima cosa che fece dopo il primo disco di platino fu sposare Courtney Love, una ragazza che impudicamente aveva attratto la sua attenzione come una calamita trae a sè le piccole biglie» 30.



Tale era l'enormità dell'ego di Cobain che era pronto a scagliarsi contro chiunque gli avesse posto domande a questo riguardo. Cobain voleva ammazzare una giornalista, Lynn Hirschberg, che aveva parlato sfavorevolmente di sua moglie su Vanity Fair, parlando del presunto uso di cocaina mentre era incinta. Cobain lanciò minacce criminali: «Ammazzerò questa donna con le mie mani. La accoltellerò a morte. Per prima cosa, prenderò il suo cane e lo sbudellerò davanti a lei, poi le farò la festa e la pugnalerò a morte» 31. Cobain non riuscì mai ad uccidere la Hirschberg con le sue mani, ma continuò ad alimentare il suo odio criminale verso di lei fino alla fine della sua vita. Infatti, anziché ucciderla con le proprie mani, Cobain cercò di farlo evocando le forze di Satana tramite la magia nera. Spiega Sandford:



«Poco prima della sua morte, Cobain si immerse in calcoli elaborati, con l'aiuto di un libro sui numeri magici, per determinare una formula per scagliare una "maledizione contro la puttana"» 32.



 Cobain, l'uomo pieno di odio



kurt cobainI pensieri criminali di Cobain andarono ben oltre l'idea fissa di assassinare Lynn Hirschberg, e si estesero persino a sua moglie. Ad un certo punto, si dovette intervenire per impedirgli di uccidere Courtney Love 33. Inoltre, Cobain nutriva un avversione feroce per l'umanità in generale. La Sacra Scrittura ci ricorda che Satana è omicida fin dal principio. Come suo padre, il diavolo, Cobain covava un odio così profondo per tutta l'umanità da giungere a dichiarare che «se fosse per me, si potrebbe sparare al 99% dell'umanità», e che avrebbe salvato solamente «una o due persone» 34. Nella lettera che scrisse prima di suicidarsi, egli annotò: «Sono diventato pieno di odio verso tutte le creature umane in generale» 35. Cobain mostrava questo odio anche verso molti dei suoi fans sputando su di loro durante i concerti e offendendoli con termini spregiativi. Tuttavia, il danno arrecato ai suoi fans con gli sputi e con le offese è ben poca cosa. Il vero danno che causò a molti loro fu quello di spalancare lo stesso percorso di autodistruzione che aveva scelto e messo in pratica. La sua assoluta malvagità esibita sul palcoscenico e la disperazione che comunicò attraverso la sua musica causarono alle anime un danno incalcolabile che sarà compreso nella sua totalità solo nel Giorno del Giudizio quando sarà di fronte all'Eterno a rendere conto della sua vita. In realtà, la filosofia di Cobain era interamente crowleyana: «Fà ciò che ti piace, questa sarà tutta la legge».



Sandford, uno dei suoi biografi, afferma che «Cobain mancava di qualsiasi cosa che assomigliasse ad un'etica personale» 36. Nello stesso spirito di Crowley, Cobain rifiutò una morale assoluta, respinse l'autorità di Dio sulla sua vita e fece di Satana la sua guida suprema. Da parte sua, Satana lo favorì, perché fu attraverso il satanismo che Cobain riuscì a raggiungere il successo che aveva chiesto così insistentemente. L'alleanza di Cobain con le forze spirituali del male, aizzate contro le persone che odiava, ha soddisfatto l'odio che regnava nella sua mente.



Da un lato fu capace di sperimentare per un certo tempo il successo che aveva chiesto così insistentemente - benché in modo artificiale - e dall'altro fu in grado di sguinzagliare le potenti forze distruttive attraverso la sua musica sulla tanto detestata razza umana. Per Cobain era importantissimo minare anche il più piccolo residuo di fondamenta morali, che vennero infatti spazzate via in molti di coloro che furono iniziati al suo stile musicale.



Sandford ci dice che i Nirvana utilizzavano la loro musica come uno strumento di «sovversione dei valori tradizionali»: «I Nirvana e la nuova fauna rock di Seattle misero in mostra un certo numero di atteggiamenti e di gusti, inclusa una forma di esoticità incentrata sul punk, un'apatia pubblica, un disinteresse per il lavoro, il culto del femminismo e la sovversione dei valori tradizionali per mezzo della musica» 37. Anche l'atteggiamento favorevole di Cobain verso il femminismo fu tradito dalla sua mancanza di sensibilità e dal suo modo assolutamente brutale di trattare le donne. Così una ragazza descrive la sua esperienza con Cobain:



«Kurt mi infilò brutalmente la mano tra le gambe. Fu terribile. Ansimava come un cane e schiumava dalla bocca. Io gli gridai di fermarsi e lui si mise a ridere. Con una mano mi scagliò contro il muro e con l'altro mi afferrò. Se l'altra coppia non fosse tornata, mi avrebbe sicuramente stuprato» 38. La stessa giovane prosegue dicendo: «Per quel che mi riguarda, tutte le storie che girano su "Kurt il femminista" sono uno scherzo di cattivo gusto. Lui odia le donne. Chi fà ciò che lui mi ha fatto non ha diritto ad alcun rispetto» 39.



Racconti simili riguardanti il suo atteggiamento e il suo comportamento brutale verso le donne non sono isolati, ma assai numerosi. Cobain era una persona diabolicamente perversa che spesso tormentava persino gli altri membri della sua band. Molti di quelli che conobbero Cobain dichiararono che in lui c'era qualcosa di incredibilmente malvagio che talvolta si manifestava anche fisicamente. Uno dei suoi coetanei che frequentò la stessa scuola di Cobain ha affermato che c'era in lui «una specie di minaccia. Quando metteva in mostra questo aspetto nascosto del suo carattere, sembrava che fosse uscito dal film "L'esorcista" o da uno di quei film sul satanismo» 40.



Il reporter della Press Association Graham Wright ha affermato che «Kurt passava dal Dottor Jekyl a Mister Hyde nello spazio di un minuto» 41. Questo genere di manifestazioni non dovrebbe stupirci visto che Cobain stesso ammise - come abbiamo visto - che era disposto ad adorare Satana. Uno dei membri del suo gruppo lo ha descritto come uno che poteva trasformarsi in un istante da un tipo indifferente in un «piccolo Hitler». Un'altra persona disse che stare con lui era come «vivere con il diavolo» 42. Tutte le stravaganze di Cobain non erano semplicemente una messa in scena, ma parte di quella triste tragedia che fu la sua vita. Ciò è rafforzato dal fatto che, talvolta, queste manifestazioni demoniache conducono all'autolesionismo e anche ai tentativi di suicidio.







Bruce Pavitt, comproprietario della Sub Pop Records (la prima etichetta dei Nirvana), racconta che durante un concerto a Roma, Cobain quasi si suicidò sul palcoscenico:



«Dopo quattro o cinque canzoni, Kurt smise di suonare, posò il microfono e disse che voleva buttarsi dal palco. I grossi buttafuori si eccitarono, e implorarono Cobain di buttarsi giù. E lui disse: "No, no, voglio solo tuffarmi". Era realmente giunto al suo limite. La gente vide quest'uomo che dondolava letteralmente davanti a loro e che avrebbe potuto rompersi l'osso del collo se non lo avessero afferrato» 43.



 Sandford preferisce narrare questo bizzarro incidente presentando Cobain come un animale da palcoscenico:



«Per un quarto d'ora Cobain si arrampicò sui travetti, si aggrappò alle tende, dondolò da un faretto e, come una scimmia, gridò alla folla. Secondo Azerrad, Kurt mise in agitazione il backstage, dove i tecnici stavano chiedendo al loro tour manager se Kurt aveva rotto dei microfoni. Kurt afferrò entrambi i microfoni, li gettò a terra e iniziò a calpestarli fino a romperli. Poi disse: "Ora sono rotti". In seguito, Cobain annunciò che stava lasciando il gruppo, "urlò come una bestia" a Channing, e infine scoppiò in lacrime» 44.



Dopo il suo suicidio, Courtney Love disse che «Kurt aveva un sacco di fottuti demoni interiori, una grande fragilità ed era un tipo molto disturbato». Afferma Sandford nella sua biografia: «Era un diffidente, un uomo dotato di una personalità aggressiva, sempre in lotta con i demoni che lo guidavano e lo tormentavano» 45.



segue 



banner centro culturale san giorgio ccsg

Note



1 Traduzione dell'articolo originale «Kurt Cobain: Satan Worshipper»!, a cura di Paolo Baroni. Articolo reperibile alla pagina web

http://www.jesus-is-savior.com/Evils in America/Rock-n-Roll/kurt_cobain.htm

2 Cfr. D. Fricke, Kurt Cobain: The Rolling Stone Interview, del 27 gennaio 1994.

3 Cfr. C. Chrisafulli, Teen Spirit, Simon & Schuster, pag. 6, 1996.

4 Cfr. C. Sandford, Kurt Cobain, Carroll & Graff Publishers Inc., New York 1997, pagg. 206-207.

5 Ibid., pagg. 16, 54.

6 Cfr. N. Kent, The Dark Stuff, Ca Capo Press, New York 1994, pag. 341.

7 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 42.

8 Ibid., pagg. 57, 165.

9 Cfr. M. Azerrad, «Inside the Heart & Mind of Nirvana», in Rolling Stone, del 16 aprile 1992.

10 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 68.

11 Ibid.

12 Ibid., pag. 54.

13 Cfr. M. Azerrad, art. cit.

14 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 172.

15 Cfr. S. Davis, Hammer of the Gods, Ballantine Books, New York 1985, pag. 237.

16 Ibid., pag. 104.

17 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 255.

18 Cfr. D. Fricke, art. cit.

19 Cfr. C. Chrisafulli, op. cit., pag. 84.

20 Cfr. Mojo Magazine, settembre 1999, pag. 86.

21 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 70.

22 Ibid., pag. 71.

23 Cfr. M. Azerrad, art. cit.

24 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 10.

25 Cfr. N. Kent, The Dark Stuff, DA Capo Press, New York 1994, pag. 341.

26 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 51.

27 Ibid., pagg. 268-269.

28 Ibid., pag. 359.

29 Ibid., pag. 15.

30 Cfr. N. Kent, op. cit., pag. 341.

31 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 172.

32 Ibid.

33 Ibid., pag. 249.

34 Ibid., pag. 257.

35 Ibid., pag. 333.

36 Ibid., pag. 237.

37 Ibid., pagg. 104-105.

38 Ibid., pag. 90.

39 Ibid., pag. 91.

40 Ibid., pag. 23.

41 Ibid., pag. 246.

42 Ibid., pag. 53.

43 Cfr. M. Azerrad, art. cit.

44 Cfr. C. Sandford, op. cit., pag. 134.

45 Ibid., pag. 97.
(http://www.centrosangiorgio.com/)